La relazione tra morfologia e funzionalità

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Il punto di svolta della razza PRE.

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Ignacio Bravo García (in alto) con suo padre Ignacio Bravo Martínez, la sorella Marta, la moglie Eva Navarro Villamor e tre collaboratori Samuel Castellano, Jorge Rivera Bancalero y José Carlos Rubio Borrallo

Ignacio Bravo Garcia è un jinete, allenatore equestre e allevatore. Gli abbiamo chiesto di parlarci della relazione tra morfologia e funzionalità del cavallo, uno dei temi più spinosi per gli allevatori di PRE. La sostanza della domanda è: il rispetto dei codici di bellezza e proporzione razziale è una premessa per la funzionalità del cavallo nel contesto sportivo?

Il cavallo di Pura Razza Spagnola
Il PRE è una razza che permette diverse destinazioni d’uso del cavallo. A differenza di altre razze, non è focalizzato su una sola forte disciplina come potrebbe essere il salto o la corsa in pista. Un PRE si usa per il dressage, il salto, il traino, le semplici passeggiate. È un cavallo completo e quindi la valutazione di qualità è più articolata. Non è facile scegliere un ottimo PRE.

Eva Navarro in pista con Nota, svolge alcune figure di dressage

La morfologia del cavallo
La ricerca della relazione tra morfologia e funzionalità inizia da Ignacio Bravo Martinez, visionario, a volte sognatore, che ha sintetizzato la sua esperienza nel libro El Hipometro Aureo, che ha come obiettivo quello di spiegare quanto le proporzioni del corpo dell’animale abbiamo una forte relazione con le prestazioni atletiche.

Ignazio Bravo Martínez, 85 anni, ‘sense of humor’ intatto, inventore dell’hipometro Aureo (clicca per vedere il sito)

Solera Bravo, l’allevamento
L’eccellente jinete Eva Navarro Villamor , vive nell’allevamento di Burguillos del Cerro insieme al marito Ignacio e al padre di lui. Ignacio è uno dei pochi spagnoli ad avere una carriera internazionale nel settore equestre. Ha infatti lavorato in Argentina, Italia e molti altri paesi e continua a farlo tutt’ora. L’ampio curriculum del jinete si può leggere su solerabravo.com
La giornata che abbiamo passato con Ignacio e la sua famiglia è iniziata con la visita dei pascoli incontrando i puledri e le madri che vivono in libertà, vigilate da Atiza II (clicca per vedere l’albergo genealogico) il campione della casa, campione di Spagna nel 1999.

Atiza II, uno dei campioni della casa (24 anni) vive nel campo con le madri e i puledri.

Giudicare la morfologia
I concorsi di morfologia sono una disciplina centrale, ambigua, a volte criticata, altre magnificato: non esiste un Spagna un consenso totale da parte degli allevatori sulle modalità di giudizio anche se il sentimento comune converge sull’importanza della materia per giudicare gli animali. Ignazio ci ha detto che “il problema sono le regole di concorso.
Dividere il cavallo in aree corporee dotate di un punteggio è riduttivo. L’animale non è un manzo del quale si giudicano i filietti e il costato. E’ un essere vivo nel quale le varie parti sono correlate e inter funzionali. Perciò il giudizio deve essere complessivo. Un difetto importante in una specifica area deve esclude l’animale dalla parte alta delle classifiche, ma oggi non è così”.

Ignacio Bravo García e Eva Navarro Villamor.

L’analisi della morfologia
“Un cavallo ben proporzionato” dice Ignacio “probabilmente si muoverà bene in pista”. Il lavoro sulle debolezze “consente all’allenatore di compensare i difetti per arrivare comunque spesso da un risultato apprezzabile in pista”. Le gambe posteriori che non danno forza ai movimenti, le anteriori che non si alzano nel passo spagnolo hanno probabilmente un perché muscolare o articolare visibile in morfologia. La sintesi, concreta, senza esitazioni di Ignacio, volge a una conclusione “la morfologia è un punto di partenza per valutare il cavallo”. “La morfologia e la funzionalità non si contraddicono”. Oltre alla morfologia, esiste il carattere, la personalità, il cuore dell’animale. Questo fattore “emotivo”, al pari della morfologia è l’elemento che completa l’animale.

Famiglia ed educazione
La “linea del cavallo” è importante. Il cavallo è un animale che trasmette molto del suo carattere ai figli e quindi conoscerne l’albero genealogico è importante per prevederne il carattere. Poi c’è l’educazione. Abbiamo potuto constatare di persona quanto i puledri nel campo di Ignacio “imitino il padre Atiza II”. Si muovono in modo simile, si capisce che in un qualche modo desiderano “fare i grandi accanto al padre”. E in questo senso, la possibilità di crescere i primi mesi di vita accanto ad un maestro di stile è una premessa per il futuro. Successivamente influirà l’alimentazione e la tipologia di lavoro che il cavallo sarà chiamato a svolgere.

Da dove iniziamo ad analizzare un cavallo?
Le caratteristiche identificative del PRE sono l’equilibrio delle forme e il carattere corraggioso, talentuoso e amante della relazione con le persone. È un bel cavallo, con un temperamento coraggioso. La specie è “giovane” in termini di competizioni sportive e quindi la
selezione in questo senso deve ancora dare i propri migliori risultati.

Cosa si ricerca?
Zoccoli che recepiscano il peso in modo equilibrato. Gambe ben piantate a terra e “a piombo” sono una ottima premessa per la durata nel tempo anche sotto sforzo e per attribuire equilibrio negli esercizi. Una proporzione “quadrata del corpo”, con la spalla elastica, il bacino capace di spingere avanti le gambe, la linea superiore morbida, collo possente ma con una forte elasticità dell’articolazione con la testa, costato ovale, buona muscolatura dell’addome. Il termine chiave è “equilibrio”.

I collaboratori di Ignacio: Samuel Castellano, Jorge Rivera Bancalero y José Carlos Rubio Borrallo

Livelli di competizione nel dressage
Il PRE sta crescendo nelle competizioni internazionali, alcuni esemplari come Norte di Lovera e Fuego di Cárdenas hanno già vinto molto nel dressage. Altri sono pronti per seguirli, grazie a una selezione della razza che sta dando soddisfazioni agli allenatori spagnoli. Al momento, il grande ed evidente vantaggio del PRE sulle altre razze è che permette agli amatori di conseguire ottimi risultati in pista anche senza essere dei professionisti. Il cavallo “contribuisce” al successo della gara, grazie alla volontà e intelligenza è capace di compensare i difetti del fantino.

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