Un allevamento al femminile

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La linea di cavalli creata dal mitico Francisco (Paco) Lazo Díaz, è ora sviluppata dalla figlia Macarena.

01. La famiglia Lazo nell’antico della Hacienda de Lerena, con Zaonero IV, Francisco Benitez Gutiérrez, María Teresa Villar Ortíz, Macarena Lazo Villar con sua nipota Martina Benjumea Fajardo in braccio, sotto María Fajardo Lazo con il suo cane; 02. Manuel Padlos, Francisco Benitez Gutiérrez e il mayoral Miguel Almonte Pérez; 03. Macarena Lazo Villar

Macarena Lazo Villar, ha un compito davvero molto arduo, quello di mantenere alto il livello e la reputazione di uno dei più rinomati allevamenti di Spagna. Creato dal nonno Francisco Lazo Orta nel 1936 (morì a Madrid nel 1939, nei primi giorni della Guerra Civile), l’allevamento fu sviluppato dal padre che nel 1966 decise di aggiungere il cavallo di Pura Razza Spagnola alle capre, pecore e vacche.

Puledri e fattrici nel campo

I primi passi
Le prime fattrici furono acquistate dall’allevamento Montepalacio di Carmona (ora non più in funzione) di proprietà dell’attuale Barone di Monte Palacio, Fernando del Río y Medina e dall’allevamento De la Escalera di Fuentes de Andalucia. Paco Lazo Díaz viene ricordato dai suoi collaboratori come una persona eccezionale. Per Miguel Almonte Pérez (in questa casa dal 1989) “aveva la capacità di coinvolgerci, di spiegarci le cose in modo chiaro, umile e convincente”. Per Manuel Padlos che ha lavorato qui negli ultimi 56 anni, occupandosi soprattutto della parte agricola dell’impresa, Paco Lazo era “un monumento di gentilezza e si capiva che credeva in quello che stava facendo, anche per questo ebbe un enorme successo come allevatore in Spagna e all’estero”.

01. María Teresa Lazo Villar montando Castizo; 02 – 03 Interni emblematici

Le donne di casa
L’affascinante Macarena gestisce l’allevamento dal 1999, anno in cui è scomparso il padre. Vive tra Siviglia e l’allevamento, insieme alla madre e alla sorella María Teresa Lazo Villar (Tere, è una ottima fantina alla quale “piace montare quasi tutti i giorni sia in pista che fuori, passeggiando nella grande proprietà” di oltre 500 ettari, sita in località Pilar a 50 km a nord ovest di Siviglia). Le future generazioni sono già pronte per entrare in scena. Alla figlia (di Macarena) María Fajardo Lazo piacciono i cavalli e la nipote Martina Benjumea Fajardo (2 anni) sembra incuriosita dal movimento che si attiva in casa quando si parla di cavalli. Aggiungiamo che l’accoglienza alla finca è da hotel cinque stelle, la cucina degna della guida Michelin e l’ambiente generale d’altri tempi rilassante e curioso. Andarsene dopo il pranzo e la piacevole conversazione è stato difficile.

01. Zaonero V, 02. Zaonero IV, 03. Castizo

I cavalli
Paco Lazo nel 1979 decise di dare una svolta al suo allevamento comprando Poseidon V, un cavallo di linea cartujana, castano, caratterizzato da un “careto” bianco in viso. L’animale si dimostrò un fenomeno svolgendo alla perfezione il compito affidatogli e cioè di ingentilire il viso dei cavalli della casa, attribuendogli inoltre eleganza nei movimenti. Poseidon V ha dato pregio ai Lazo tanto che anche altri allevatori hanno usato figli di questo campione. Il grande rejoneador Javier Buondía montava un cavallo di Lazo, tale Dadimoso, un vero artista. Favorito XXX, figlio di Poseidon V sbancò il Sicab del 1994 vincendo praticamente tutto quanto era possibile vincere. È un fatto assai raro che un unico esemplare porti a casa tanti premi.
La linea Lazo ha dato alla Yeguada Militar il grande campione Albero II usato da moltissimi allevatori come stallone e alla Yeguada María Fernanda de la Escalera, Ganador VIII il cui figlio Ermitano II è uno dei cavalli più importanti di Spagna. I puledri – qui ne nascono circa 20 ogni anno – ancora oggi “ricordano Poseidon V”. Chi poco e chi in modo marcato hanno un segno bianco in viso, una “luce” che ai più informati accende un faro sulla qualità delle genetica proposta al mercato da questo allevamento di circa 100 animali.

Installazioni e paesaggi

Le installazioni
Si tratta di una tipica e magnifica finca andalusa costruita a partire della metà del 18esimo secolo dedita all’agricoltura e all’allevamento. La particolarità sta nella torre del 1100 intatta e di costante interesse culturale, posta dinnanzi al varco d’ingresso. I vari ambienti sono carichi di fascino, i materiali utilizzati, le forme e le finiture sono di grande pregio e collocate alla perfezione nella loro funzione. I teorici del movimento artistico del Bauhaus sostenevano che fosse fondamentale la destinazione d’uso dell’oggetto o dell’edificio tanto che la qualità di un manufatto si valutava in funzione della sua capacità di svolgere un compito senza fronzoli. Questi edifici sono funzionali, come lo erano quelli della Bauhaus, con una aggiunta: le note di stile nei decori e negli accostamenti di pietre, legno e metalli.